Annuncio a sorpresa: dazi sospesi per 90 giorni, Wall Street vola, Nasdaq oltre il 12%
Secondo gli analisi l'amministrazione americana è stata costretta ad annunciare la moratoria sulle tariffe doganali a causa del repentino aumento del rendimento dei titoli di Stato USA

Wall Street vola dopo l'annuncio a sorpresa del presidente Donald Trump: una pausa di 90 giorni sui dazi reciproci, che allontana lo spettro di una recessione globale e riaccende la fiducia degli investitori. I principali indici azionari statunitensi hanno registrato una performance storica: il Dow Jones ha chiuso con un balzo del +7,87%, il Nasdaq è salito del +12,16% e l'S&P 500 ha guadagnato il +9,51%, segnando la miglior seduta dal 2008. In totale, le borse americane hanno recuperato circa 5.500 miliardi di dollari di capitalizzazione. Il ritrovato ottimismo ha contagiato le piazze asiatiche con Tokyo in crescita di oltre l'8%. Attesa per l'apertura delle Borse europee che ieri hanno chiuso prima della notizia sulla moratoria e non hanno potuto benefeciare del rimbalzo.
Trump spinto alla marcia indietro dal mercato obbligazionario
Secondo gli analisti, Washington è stata costretta ad abbandonare (almeno per il momento) la linea dura a causa di quanto stava accadendo nel mercato obbligazionario, con il rendimento dei titolo di Stato americani (Treasury) in forte rialzo, a causa delle vendite che hanno fatto crollare i prezzi. Il titolo a 10 anni (il punto di riferimento dell'intero mercato) era rapidamente risalito dal 4% al 4,5% alimentando timori sulla sostenibilità del debito pubblico a stelle e strisce. Solamente nel 2025 l'America deve rifinanziare oltre 9 mila miliardi di titoli in scadenza. L'enorme debito pubblico è diventato il punto debole dell'America, che secondo alcuni spiega l'aggressiva politica di Trump. Il vero obiettivo del Tycoon sarebbe quello di usare i dazi come leva negoziale per costringere gli altri paesi e comprare Treasury a lunghissima scadenza. Sul mercato, però, l'annuncio dei dazi stava producendo l'effetto opposto e stava diventando un boomerang. Resta ora da vedere come si evolverà il braccio di ferro con la Cina che attualmente è il secondo detentore mondiale di Treasury dopo il Giappone, e che come azione di ritorsione ai dazi potrebbe decidere di venderli in massa sul mercato.
Pressioni da CEO e mercati: Trump cede e apre ai negoziati
Secondo fonti vicine all’amministrazione, la svolta del presidente è stata influenzata anche dalle pressioni dei grandi investitori, CEO di Wall Street e Silicon Valley, nonché da diversi donatori repubblicani.
Ministro Trump: ci aspettiamo che anche l'Ue rinvii i dazi
Per riportare la calma Washington ora guarda all'Europa ovvero al suo tradizionale alleato. "Gli Stati Uniti si aspettano che anche l'Unione europea rinvierà i suoi dazi di 90 giorni" ha detto il segretario al Commercio Howard Lutnick. "L'Europa ha imposto dei dazi di ritorsione, ma ha detto che non entreranno in vigore prima di un paio di settimane. Penso che quello che succederà è che saranno rinviati di 90 giorni, così avranno il tempo di negoziare con il presidente senza avere nulla in sospeso" ha sottolineato.
I dazi su acciaio, alluminio e auto restano
La marcia indietro di Trump non è però totale, restano quelli con la Cina e anche alcune misure settoriali. "I dazi su acciaio e alluminio e sulle auto, rimarranno invariati" ha chiarito il ministro del Commercio americano Howard Lutnick sottolineando che "il presidente Trump è stato molto chiaro su questo".