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Lo scandalo Enron: la caduta del colosso energetico più amato da Wall Street

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   

Questo è FINANZA OSCURA il Podcast di Tiscali Risparmio che racconta le crisi e le truffe finanziarie più importanti della storia. In questa puntata parleremo di Enron, il gigante energetico statunitense con sede a Houston, che nel 2001 si è reso protagonista di uno dei più spettacolari crack finanziari della storia. Lo scoppio dello scandalo fece emergere una serie impressionante di pratiche contabili fraudolente che scosse profondamente il mondo finanziario americano.

La storia di Enron inizia negli anni ’30 del 1900 con la fondazione della Interstate Natural Gas Company, una società di trasporto di gas naturale in Texas. Nel 1985, la Interstate Natural Gas si fonde con la Houston Natural Gas Company per formare Enron Corporation.

La svolta arriva negli anni ’90 sotto la guida di Kenneth Lay e Jeffrey Skilling. Ken Lay è presidente e amministratore delegato di Enron. E’ un leader carismatico, ambizioso, aggressivo e con una spiccata propensione al rischio. Jeffrey Skilling è prima direttore operativo e poi amministratore delegato. Come Lay è molto aggressivo e aperto all’innovazione.  Sotto la guida dei due manager Enron si trasforma in un colosso attivo nel commercio all’ingrosso di energia, nella gestione di infrastrutture e nell’offerta di servizi energetici.

Le politiche commerciali aggressive e la propensione all’innovazione fanno diventare Enron uno dei beniamini di Wall Street. Il titolo azionario mette a segno uno spettacolare rialzo che consente all’azienda di entrare nella top 10 delle più grandi società quotate nel mercato americano.

Ma dietro il clamoroso successo commerciale e finanziario di Enron in realtà si nasconde una massiccia frode contabile orchestrata dal management con l’unico scopo di mantenere il prezzo delle azioni gonfiato.

Un’illusione che ha ingannato l’intero mercato basata sulla manipolazione scientifica dei libri contabili e sul trasferimento dei debiti e degli asset rischiosi a società solo apparentemente indipendenti, ma create appositamente da Enron. Tra i trucchi utilizzati anche la contabilizzazione di profitti futuri immaginari.

Il castello di carta creato da Kenneth Lay e Jeffrey Skilling incomincia a sgretolarsi grazie all’onestà di una giovane manager, Sherron Watkins, che denuncia l’utilizzo di pratiche contabili scorrette al presidente Kenneth Lay. La Watkins non viene ascoltata ma la sua azione non è priva di conseguenze. Jeff Skilling presenta le proprie dimissioni da amministratore delegato dopo aver diretto la società per soli 6 mesi.

Kennet Lay prende il suo posto e tutto sembra procedere come prima. Ma Sherron Watkins non demorde. Prima si rivolge inutilmente al revisore contabile esterno dell’azienda, Arthur Andersen e infine, nell’agosto del 2001, alla SEC ovvero all’organismo americano di vigilanza dei mercati finanziari. Ad ottobre la SEC avvia un’indagine formale e per Enron è l’inizio della fine.

Il vero stato finanziario dell’azienda inizia a emergere. A Wall Street il titolo azionario viene travolto dalle vendite, scendendo a 10 dollari, con una perdita di quasi il 90% rispetto ai valori dell’anno precedente. Ma questo è solo il preambolo. Il 2 dicembre del 2001 Enron dichiara bancarotta, il più grande fallimento nella storia degli Stati Uniti fino a quel momento.

Le conseguenze sono devastanti per migliaia di dipendenti e risparmiatori. I primi perdono il lavoro, i secondi i risparmi. Ma a pagare non sono solo loro. La società di revisione contabile Arthur Andersen, una delle più importanti del mondo, che per anni aveva verificato i libri contabili di Enron, è ritenuta colpevole di ostruzione della giustizia per aver distrutto importanti documenti e alla fine viene sciolta. Trentadue dirigenti di Enron vengono rinviati e giudizio e condannati.

Le pene più severe sono per i 2 architetti dell’incredibile truffa, Kenneth Lay e Jeffrey Skilling. Lay viene dichiarato colpevole  il 25 giugno del 2006. Per lui si stima una detenzione tra i 20 e i 40 anni ma improvvisamente il 7 luglio muore d’infarto, prima della condanna definitiva. Un mese dopo, ad agosto, Skilling viene condannato a 24 anni di reclusione. Grazie ad uno sconto di pena viene rilasciato nel 2017.

 

 

 

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