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Spagna, il Pp è il primo partito ma non conquista la maggioranza

di Teleborsa   
Spagna, il Pp è il primo partito ma non conquista la maggioranza

(Teleborsa) - Il Partito popolare di Akberto Nunez Feijòo spacca, ma non prende il governo della Moncloa, perché la destra non ha la maggioranza del governo. E sorprendentemente socialisti di Pedro Sanchez tengono posizione, dando un segnale importante all'Europa in vista delle prossime elezioni al Parlamento europeo. E' questo il risultato inatteso delle elezioni in Spagna, stando ai riosultati definitivi, che confermano la tendenza emersa dalle prime proiezioni.

Il Pp alla fine ha preso 136 seggi, un po' meno dei 145-150 indicati negli exit poll, cannibalizzando il partito di ultradestra Vox, di Santiago Abascal, crollato a 33 seggi dai 52 delle precedenti elezioni.

La coalizione di destra esce così dalle elezioni con 169 seggi, troppo lontana dai 176 necessari ad assicurarsi il governo del Paese, ma sufficienti a convincere Feijòo a provarci. "Come candidato del partito più votato, credo che il mio dovere sia aprire il dialogo, guidare questo dialogo e cercare di governare il nostro Paese", ha dichiarato a caldo il leader dei conservatori, aggiungendo "il nostro dovere è evitare un periodo di incertezza".

Il Psoe del Premier Pedro Sanchez ha tenuto brillantemente con 122 seggi, frenando l'avanzata dei sovranisti di Vox. Al quarto posto i socialisti del Sumar di Yolanda Diaz che si è attestato a 31 seggi.

"Il blocco di Partito Popolare e Vox è uscito sconfitto, siamo molti di più noi che vogliamo avanzare", ha affermato il Premier uscente, rimarcando "la Spagna e tutti i suoi cittadini sono stati molto chiari: il blocco politico dell'involuzione, del ritorno al passato e dell'abrogazione di tutti i nostri passi avanti negli ultimi quattro anni ha fallito".

Si chiudono con questo risultato elezioni al cardiopalma, giocate in tutta fretta in una torrida estate spagnola, dopo l'esito sconfortante delle amministrative, per fugare i dubbi di un tracollo delle sinistre in Europa ed una avanzata dei movimenti sovranisti di destra, come accaduto in Italia, Finlandia, Svezia, Polonia e Repubblica Ceca. Un risultato che conferma che la partita europea è ancora tutta da giocare.

di Teleborsa   
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