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Podcast: la bolla dei tulipani. Quando un fiore arrivò a valere quanto una casa nel centro di Amsterdam

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   

Questo è FINANZA OSCURA il Podcast di Tiscali Risparmio che racconta le crisi e le truffe finanziarie più importanti della storia. In questa puntata parleremo della BOLLA DEI TULIPANI, nota anche come tulip mania, una bolla speculativa scoppiata nell'economia olandese del 1600. E’ stata la prima crisi speculativa ad essere documentata nella storia del capitalismo e per questo motivo è tra le più celebri in assoluto. La mania raggiunse il picco nel febbraio del 1637 quando un singolo bulbo di tulipano arrivò a costare quanto una casa nel centro di Amsterdam. La bolla esplose definitivamente poco dopo mandando in rovina uomini d’affari e semplici cittadini olandesi.

Il tulipano venne introdotto nei Paesi Bassi intorno al 1560 dalla Turchia. La sua popolarità nel paese crebbe soprattutto grazie al lavoro di un botanico, Carolus Clusius, che iniziò a coltivarli in Olanda nonostante le difficili condizioni climatiche. Nel giro di poco tempo i bulbi di tulipano divennero il quarto principale prodotto di esportazione olandese dopo il gin, le aringhe e il formaggio.

La bellezza e la grande varietà dei tulipani, dovuta anche a un virus che infettava i fiori senza farli morire, li fecero diventare uno status symbol dei ricchi commercianti olandesi del 1600, ovvero dei protagonisti di un periodo storico conosciuto anche come l’Età dell’Oro dell’Olanda.

I tulipani divennero un oggetto di lusso ambito e pagato profumatamente e in poco tempo si scatenò una forsennata competizione per l’acquisto dei bulbi più rari. Alle diverse varietà del fiore erano assegnati nomi esotici, a volte venivano chiamati anche con i nomi degli ammiragli olandesi.

L’accelerazione dei prezzi iniziò nel 1634. Nel 1635 venne registrata una vendita di 40 bulbi di tulipano per 100 mila fiorini ovvero 2500 fiorini a bulbo. A titolo di paragone, più di 10 volte il reddito annuale medio di un lavoratore dell’epoca. Ma il prezzo di un singolo bulbo del tulipano più famoso, il Semper Augustus, poteva costare anche 6 mila fiorini.

Grazie al boom delle quotazioni dei tulipani molte persone divennero improvvisamente ricche e questo divenne un’esca allettante per un numero sempre maggiore di olandesi che iniziarono a vendere i loro beni e a impiegare i risparmi di una vita per acquistare bulbi. Tutti immaginavano che la passione per questi bellissimi fiori sarebbe durata per sempre.

Alcuni commercianti vendevano i bulbi che erano stati appena piantati o addirittura quelli che avevano intenzione di piantare. Questa pratica fu soprannominata il “commercio del vento” e venne portata avanti nonostante il divieto di un editto statale.

Tra il 1636 e l’inizio del 1637 il prezzo dei bulbi di tulipano aumentò di 200 volte ma improvviso come un fulmine a ciel sereno arrivò lo scoppio della bolla e la fine dei sogni. Il detonatore della bomba fu un’asta di Haarlem andata deserta. Da un giorno all’altro si incominciò a pensare e a temere che la domanda di tulipani non avrebbe potuto più mantenersi a quei livelli esorbitanti. Fu l’inizio del panic selling che causò un rapidissimo crollo dei prezzi. Tre mesi dopo, a maggio, un bulbo di tulipano tornò a valere quanto una cipolla. Un numero imprecisato di olandesi, inclusi potenti uomini di affari, caddero in rovina.

La bolla dei tulipani divenne popolare in tutto il mondo nel 1841 con la pubblicazione del libro La pazzia delle folle. Ovvero le grandi illusioni collettive,  scritto dal giornalista scozzese Charles Mackay. Alcune ricerche economiche recenti hanno in parte contestato la ricostruzione di Mackay sostenendo che la bolla ha coinvolto un numero di investitori inferiore a quello raccontato dal giornalista scozzese.

Una ricostruzione precisa di quanto effettivamente avvenuto è impossibile perché mancano i dati certi. Una cosa però si può dire con sicurezza: la bolla dei tulipani è un riferimento storico obbligato ogni volta che si presenta una nuova speculazione finanziaria.

 

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   

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