Chi rifiuta un lavoro può perdere la Naspi: ecco come il governo ha modificato l'assegno per i disoccupati
Le nuove norme sono state inserite nel decreto legge sulla Sicurezza sul lavoro. Cosa è la piattaforma online Siisl e perché dire di no a un lavoro (anche se non idoneo o non conveniente) sarà difficile
Un decreto legge sulla Sicurezza sul lavoro che contiene anche norme in tema di Naspi, Dis-Coll e Iscro. Gli strumenti di sostegno alla disoccupazione vengono modificati nel provvedimento varato martedì. La sostanza è che diventa molto più difficile rinunciare a un'offerta di lavoro non gradita o inadeguata. In particolare, in termini di Naspi, è obbligatoria la registrazione alla piattaforma Siisl, dove arriveranno le offerte di lavoro e alle quali non si potrà voltare le spalle se il posto si trova a non più di 20 chilometri dall'ultima. Il rifiuto farà perdere il beneficio di disoccupazione. Così sarà anche per i provvedimenti per i lavoratori autonomi, ovvero Dis-Coll per i collaboratori e Iscro (Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa) per gli autonomi. I disoccupati peraltro, rivela il rendiconto sociale dell'Inps, sono in costante aumento. Lo si evince dalla crescita del ricorso alle prestazioni per cessazione dei rapporti di lavoro i cui beneficiari passano da 3.292.551 a 3.378.039 (+ 85.488 lavoratori pari a + 2,6%).
Da notare che anche per il rifiuto a offerte non vantaggiose, nel senso dello stipendio o del tipo di lavoro, il rifiuto si può esercitare solo due volte. Poi si decade dal beneficio. Inoltre c'è il decadimento anche per chi non si registra sulla piattaforma del ministero del Lavoro. Il fondamento delle norme introdotte dal governo di destra destra è che la piattaforma Siisl, lanciata inizialmente solo per i percettori di Assegno di inclusione (Adi) e di Supporto formazione e lavoro, deve diventare centrale nelle politiche attive.
Registrazione online e decadenza
I percettori di Naspi o degli altri benefici dovranno registrasi nella Siisl caricare il loro curriculum e firmare il Patto di attivazione digitale. Il reclutamento potrà avvenire infatti attraverso il sito. Se ciò non dovesse avvenire, interviene "l'automatica decurtazione di un quarto della prima mensilità": si perde cioè il 25% del beneficio già dal primo mese. Se poi si persiste nell'inerzia, può intervenire anche la decadenza dall'assegno.
Chi si registra invece ha 45 giorni di tempo per firmare il Patto di servizio personalizzato. I beneficiari di Naspi e Dis-Coll (non quelli di Iscro) possono decadere dal diritto all'assegno se non adempiono a questo passaggio non presentandosi alla chiamata dell'ufficio e senza un giustificato motivo.
Offerte a cui non si può dire di no
Quando e quante volte si può rifiutare un posto di lavoro? La norma introdotta dal decreto legge è piuttosto restrittiva. Intanto se l'azienda che offre il lavoro "opera nello stesso settore o in settori affini" a quello del disoccupato, se l'offerta riguarda un ruolo in "aree di attività equivalenti" e ancora lo stipendio offerto è "pari o superiore a quello dell’ultimo rapporto di lavoro" e, infine, la sede di lavoro è nello stesso Comune del proprio impiego precedente, o al massimo entro un raggio di 20 chilometri, l'offerta non si può rifiutare o si perde l'assegno.
Se l'offerta di lavoro non è abbastanza conveniente ma l'impiego è "coerente rispetto al titolo di studio", lo stipendio è "inferiore del 10%" rispetto all'ultimo e la sede di lavoro è a non più di 50 chilometri dall'ultima, si potrà rifiutare per un massimo di due volte. Alla terza si perde l'assegno. E' chiaro che contro queste decisioni si può fare ricorso ma l'esito è incerto. Chi perde il beneficio può avanzare nuova richiesta dopo due mesi.











