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Social card: a chi spettano i 500 euro, quando arrivano i soldi e cosa si può comprare

Parte così l'edizione 2024 della social card 'Dedicata a te', che passa da 457,9 euro a 500 euro. Per l'operazione sono stanziati 676 milioni, a cui si aggiungono 200 milioni a favore di Enti caritatevoli.

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Social card:  a chi spettano i 500 euro, quando arrivano i soldi e cosa si può comprare

Da settembre un milione e 330mila tessere, 30mila in più rispetto allo scorso anno, per acquisti di generi alimentari, ma anche da spendere per carburante e trasporti pubblici dedicati ai nuclei familiari in difficoltà. Parte così l'edizione 2024 della social card 'Dedicata a te', che passa da 457,9 euro a 500 euro. Per l'operazione sono stanziati 676 milioni, a cui si aggiungono 200 milioni a favore di Enti caritatevoli.

Resta il nodo della scontistica

Se l'importo è ormai certo, manca invece l'accordo sulla percentuale di sconto da applicare sulla spesa per i beni acquistabili con la carta. Il governo vorrebbe farlo salire sopra il 15%, anche perché, ha precisato il ministro Lollobrigida alla presentazione, la card non deve essere intesa come una "ricottina" ma come un "intervento massiccio" a tutela dei più bisognosi. 

Chi ne ha diritto 

I beneficiari sono i nuclei familiari con Isee che non supera i 15mila euro. È richiesta anche la residenza in Italia e di conseguenza l’iscrizione a un’anagrafe comunale. Sono però esclusi quelli che ricevono già qualche altro sussidio da parte dello Stato come sostegno al reddito, come l’Assegno di inclusione o - si legge nel decreto interministeriale di riferimento - “qualsiasi altra misura di inclusione sociale o sostegno alla povertà che preveda l’erogazione di un sussidio economico (di livello nazionale, regionale o comunale)”: NASpI, Dis-Coll, indennità di mobilità, cassa integrazione. Non spetta nemmeno a chi riceve già la Carta Acquisti. Come nel 2023, per ottenere l’aiuto non è necessaria alcuna domanda. È l’Inps, sulla base degli Isee in suo possesso, a individuare i potenziali beneficiari.

Il ruolo dei comuni e di poste italiane 

Saranno poi i singoli Comuni italiani a individuare con precisione a chi spetta la Carta, sulla base dei nominativi forniti dall’Inps. La distribuzione è invece a cura di Poste Italiane: le card – nominative e prepagate - sono messe a disposizione tramite Postepay. Per ritirarle bisognerà andare, su prenotazione, in uno degli uffici postali dislocati sul territorio. 

Cosa si può acquistare

Sono stati introdotti nuovi beni alimentari che si potranno acquistare con la social card: prodotti Dop e Igp, ortaggi surgelati prodotti da forno tonno e carne in scatola. Nella lista sono inclusi anche carni di maiale, pollo, manzo, tacchino, capra e coniglio, pesce, ortaggi freschi oppure lavorati, conserve e pelati di pomodori, latte, yogurt, formaggi, uova, olio di semi e olio d’oliva, biscotti, prodotti di panetteria e di pasticceria, farina, pasta, cereali come riso, orzo, farro, mais, avena, malto, legumi, semi, frutta, miele, zucchero, cacao in polvere e cioccolato, acqua, aceto di vino, omogeneizzati e altri alimenti per l’infanzia, oltre a prodotti necessari per l’igiene (come il detersivo). Esclusi tabacco, alcolici e bevande zuccherate.

I negozi convenzionati

Non tutti gli esercenti commerciali partecipano al progetto della Social card: sarà un'apposita convenzione a individuare quelli che offriranno sconti sui beni alimentari per chi riceverà la carta. Il decreto interministeriale per la card prevede risorse fino a 900 mila euro per la promozione di una campagna di comunicazione, anche con l'aiuto dei Comuni, sui principali mezzi di informazione. 

I fondi e il futuro della Carta

Per la social card il governo ha stanziato 676 milioni, tra quelli resi disponibili con l'ultima Legge di Bilancio e quelli residui dai fondi dello scorso anno (circa 50 milioni di euro). Nell'edizione del 2023 erano stati stanziati circa 520,8 milioni di euro e hanno beneficiato della social card 1.202.761 nuclei familiari, che avevano a disposizione 459,7 euro per ciascuna tessera. Il 96% è stato utilizzato per l'acquisto di generi alimentari, il 4% per carburanti e trasporto pubblico.

In particolare, secondo le cifre illustrate dal ministro Lollobrigida, 430 milioni di euro sono stati spesi nella grande distribuzione e nei supermercati, 58,6 milioni nei minimarket e mercati, 20 milioni per carburante, 6,8 milioni nei discount, 3,7 milioni di euro nelle macellerie e pescherie, 627.619 in forni e panetterie, 343.399 nelle latterie e specializzati lattiero caseari, 60.912 euro nel trasporto pubblico, 1.257 in altro. Per motivi di bilancio, è possibile che dall'anno prossimo la carta scomparirà

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