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Pensioni, rivalutazione a dicembre e aumenti da gennaio: i calcoli e a chi spetta

In busta l'adeguamento all'inflazione calcolata sui dati forniti dall’Istat a novembre. E a dicembre conguaglio e aumento dell'8,1%

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Pensioni, rivalutazione a dicembre e aumenti da gennaio: i calcoli e a chi spetta

Più soldi in arrivo per i pensionati. Dall'1 gennaio 2024 scatterà infatti un adeguamento all’inflazione pari a +5,4% delle pensioni. Il decreto è stato firmato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, di concerto con la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone. ''L’aumento, che verrà riconosciuto nelle modalità previste dalla normativa, è stato calcolato sulla base della variazione percentuale che si è verificata negli indici dei prezzi al consumo forniti dall’Istat il 7 novembre 2023'', scrive il Mef.

Pensioni 2023, a dicembre conguaglio e aumento dell'8,1%

Intanto con le pensioni di dicembre 2023 arriva il conguaglio. L'Inps comunica di aver completato le attività per garantire, sulla rata di pensione del mese prossimo, il pagamento del conguaglio relativo alla rivalutazione definitiva per l'anno in corso, anticipato all'ultimo pagamento del 2023. La variazione percentuale definitiva calcolata dall'Istat per l'anno 2022, da utilizzare ai fini della perequazione automatica delle pensioni per l'anno 2023, è pari al +8,1%. L'Inps comunica che sono interessate dall'operazione tutte le pensioni e le prestazioni assistenziali con decorrenza precedente l'anno 2023, per una platea complessiva di 21 milioni di prestazioni.

Sulla rata di dicembre 2023 vengono corrisposti il nuovo importo spettante e utilizzato anche per la tredicesima mensilità, e gli arretrati di importo non superiori a 1.000 euro. Sul cedolino di dicembre sarà presente la nota informativa dedicata. A fronte della variazione percentuale verificata in via definitiva nella misura del +8,1%, è stato calcolato il conguaglio rispetto all'importo mensile corrisposto in via provvisoria dal mese di gennaio 2023.

Come si calcola la rivalutazione

Rispetto all'inflazione, con il tasso fissato al 5,4%, significherà nel 2024 aumenti fino a 122 euro per gli assegni fino a quattro volte il minimo, quelli che per cui è previsto il recupero pieno dell'aumento dei prezzi, ovvero quelli fino a 2.272,96 euro lordi. Al momento infatti il trattamento minimo per il 2023 è fissato a 563,74 euro, ma a questo va aggiunto lo 0,8% di differenza tra l'inflazione recuperata nel 2023 (7,3%) e quella effettiva registrata nel 2022 (8,1%).

Chi ha redditi da pensione tra i 2.272,96 euro (quattro volte il minimo) e 2.841,2 euro al mese (cinque volte il minimo) prende un recupero del 4,59% (l'85% del 5,4%) quindi al massimo 130,41 euro. Chi ha redditi tra cinque e sei volte il minimo (3.409,44 euro) ha diritto ad un recupero del 53% quindi ha un aumento del 2,862% pari al massimo a 97,57 euro. Chi ha pensioni fino a otto volte il minimo (4.545,92 euro al mese) ha diritto a un recupero del 47% dell'inflazione quindi al 2,538 per un aumento del cedolino al massimo di 115,37 euro

In particolare, sono state elaborate: la rivalutazione dei trattamenti dalla mensilità di gennaio 2023; la quantificazione degli importi arretrati dalla mensilità di gennaio 2023. L'importo aggiuntivo di 154,94 euro, riconosciuto in via provvisoria in funzione dell'importo della pensione e dell'ultimo reddito memorizzato dai sistemi non antecedente all'anno 2019, per l'anno 2023 è stato attribuito a oltre 346.000 beneficiari.

Per le pensioni con decorrenza in corso d'anno, l'importo aggiuntivo è stato attribuito in dodicesimi e il limite di reddito è stato rapportato ai mesi di percezione della pensione. Nel caso in cui la pensione con decorrenza durante l'anno sia abbinata con altra pensione con decorrenza anteriore, l'importo è stato attribuito per intero, se spettante, considerando i limiti annuali.

La quattordicesima sarà pagata sulla mensilità di dicembre 2023 a oltre 150.000 beneficiari. Per coloro che perfezionano il requisito anagrafico richiesto per l'accesso al beneficio (64 anni di età) dal 1° agosto 2023 al 31 dicembre 2023, e per i soggetti divenuti titolari di pensione nel corso del 2023, la corresponsione viene effettuata sulla mensilità di dicembre 2023, a condizione che sussistano le ulteriori condizioni normativamente previste.

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