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Decreto Casa, Salvini: domani verrà approvato in Cdm, non è un condono

di Teleborsa   
Decreto Casa, Salvini: domani verrà approvato in Cdm, non è un condono

(Teleborsa) - Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha dichiarato che il Redditometro è una "eredità del passato" e che "il fisco spione non è il fisco che ho in testa per un paese libero". Ospite del Festival dell'Economia di Trento, Salvini è tornato sulle polemiche che negli ultimi giorni ha sottolineato che "si devono accertare i redditi veri non i redditi presunti e la ricchezza e il benessere non sono indice di malaffare ma il bene del paese". "Lo stato non deve perseguire in base alle supposizioni. Bisogna incentivare la produzione, il lavoro la ricchezza, il benessere. Lo ritengo un errore di percorso che fortunatamente è durato una manciata di minuti, ampiamente superato", ha aggiunto.

È iniziato a Trento infatti la XIX Edizione del Festival dell'Economia realizzato dal Gruppo 24 ORE e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento, con la collaborazione del Comune e dell'Università di Trento.

Cambiamenti climatico, sviluppo economico e inflazione, debito pubblico, transizione energetica, inverno demografico e populismi i temi al centro dei dibattiti che andranno in scena a Trento fino a domenica 26 maggio.

"Domani mattina il Consiglio dei ministri è convocato alle nove e mezza per approvare il decreto Salva Casa che sostanzialmente va a sanare e regolarizzare le piccole irregolarità all'interno delle abitazioni degli italiani", ha annunciato il ministro. "Non è un condono perché se uno si è fatto 3 piani in più o una villa con piscina in riva al mare la risposta è l'abbattimento, ma se uno sta impazzendo per 30 centimetri di difformità in un appartamento di 100 metri quadri approvato il decreto liberiamo le case di milioni di italiani".

"Facciamo quello che serve all'Italia e siccome gli imprenditori italiani sono i top e il problema del debito è la mancanza di crescita, penso che neanche il Patto di stabilità sarà un problema", ha poi dichiarato Salvini. Il ministro ha aggiunto che "entro la legislatura il superamento della legge Fornero è un dovere". "Poi – ha proseguito – c'è chi si sente bene anche a ottanta anni. Se uno si sente di continuare a lavorare lo faccia. Ma se uno dopo 41 anni di fabbrica, di ospedale, di camion non ce la fa e chiede allo Stato di rendergli quello che ha prestato, i contributi penso sia in totale diritto di tornare padrone della sua vita". "Rifarei quota cento", ha poi dichiarato Salvini.

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