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Il governo pensa a ridurre le aliquote Irpef da 3 a 2: quando si parte e a chi andranno i maggiori benefici

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Il governo pensa a ridurre le aliquote Irpef da 3 a 2: quando si parte e a chi andranno i maggiori benefici

Il passaggio da 4 a 3 aliquote Irpef non soddisfa l’attuale esecutivo di centrodestra. L’obiettivo annunciato dal viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, è passare, a partire dal 2025, a sole 2 aliquote con l’intento di alleggerire la pressione fiscale dei redditi medio alti, ovvero di quelli sopra i 50 mila euro.

L’accorpamento dei primi due scaglioni Irpef e la contemporanea riforma delle detrazioni fiscali, con l’introduzione di una franchigia di 260 euro per i redditi sopra i 50 mila, è il detonatore della nuova revisione Irpef. I redditi medio alti non hanno avuto nessun beneficio dalla riduzione delle aliquote da 4 a 3 perché la riduzione del pagamento Irpef sui primi scaglioni è stato controbilanciato dalla perdita delle detrazioni a causa della nuova franchigia. 

Dunque per l’esecutivo è necessario porre rimedio a questa “ingiustizia” e dare sollievo a redditi medio alti con una riduzione dell’aliquota più alta, ovvero quella che attualmente è al 43%. Non bisogna essere dei fini economisti per capire che il risparmio sulle imposte per i redditi alti andrà ben oltre i 260 euro ma bisogna prendere atto che per questo governo dare più soldi a chi ne ha già tanti è diventata una priorità.

Il viceministro Leo ha illustrato le sue intenzioni intervenendo alcuni giorni fa al Forum nazionale dei commercialisti ed esperti contabili. Ha rassicurato sul fatto che l’intento dell’esecutivo è “riconfermare la riduzione delle aliquote” avvenuto con il passaggio da 4 a 3 che (è importante ricordare) è ancora provvisorio e ha aggiunto che è arrivato anche il tempo “di rivedere il meccanismo attuale a tre aliquote” che penalizza alcune classi di reddito.

E i soldi per fare questa nuova riforma? Domanda non banale in un Paese che ha un debito pubblico mostruoso e che assiste impotente a un deterioramento sempre più preoccupante di servizi fondamentali come la sanità e la scuola. Per Leo i soldi arriveranno fondamentalmente dalla lotta all’evasione perché le attuali aliquote elevate “la favoriscono”. Insomma il solito meccanismo che ha creato tanti disastri in Italia: minori entrate certe finanziate da futuri incassi incerti. Chissà cosa penserà l’Europa di questo “regalo” a chi non ne ha bisogno e soprattutto chissà cosa ne penseranno i mercati finanziari.

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