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Questione ambientale, anche i Bitcoin sotto accusa ma consumano meno energia dei video per gli adulti

L'impatto ambientale della nota criptovaluta è limitato e di gran lunga inferiore ad altre attività ancora meno importanti o rilevanti

Marco Cavicchiolidi Marco Cavicchioli   
Questione ambientale, anche i Bitcoin sotto accusa ma consumano meno energia dei video per gli adulti

Bitcoin consuma molta energia elettrica. Questo è risaputo, e la causa principale è la cosiddetta attività di "mining", che ha come scopo quella di convalidare tutte le transazioni, e che circa ogni dieci minuti premia i miner con 12,5 bitcoin (pari a più di 110.000 euro). 
In totale si stima che Bitcoin consumi circa 75 TWh all'anno, ovvero più o meno l'energia elettrica consumata in un anno ad esempio dal Cile o dall'Austria

Per avere un'idea più precisa e facilmente confrontabile, basti pensare che quei 75 TWh avrebbero un costo complessivo superiore ai 5 miliardi di euro, utilizzando le tariffe italiane, esclusi tuttavia oneri, tasse ed accise. 

Ma se da un lato questo impone di considerare elevati i consumi della rete Bitcoin, dall'altro invece contestualizzandoli la situazione appare molto meno grave. 
Infatti è stato reso pubblico un recente studio che ha calcolato i consumi complessivi di tutte le attività digitali del mondo, compresi Internet e lo stesso Bitcoin. Da questo studio emerge che il consumo complessivo di energia elettrica di tutte le attività digitali del mondo si aggira attorno ai 3.000 TWh. 

In altre parole il consumo di Bitcoin è pari solamente a circa il 2% del consumo totale delle attività digitali dell'uomo, e risulta essere inferiore a quello di molte altre attività. 
Lo studio di cui sopra ha anche analizzato i consumi delle singole attività che fanno parte del settore digitale, scoprendo che le due che consumano di più sono il cloud computing e la fruizione di video online (il cosiddetto "streaming"). 

Il consumo dei video per adulti

Cryptonomist ha utilizzato questi dati specifici per calcolare ad esempio i consumi derivanti dalla fruizione di video online per adulti, ed ha scoperto che questo genera un consumo di elettricità pari a circa 134 TWh all'anno, ovvero il 27% dei consumi generati dallo streaming video online. 
Pertanto è possibile affermare che il porno online consuma quasi il doppio dell'energia elettrica consumata da Bitcoin. 

Quindi contestualizzando quei 75 TWh di elettricità utilizzati dalla rete Bitcoin ogni anno, si scopre che non sono poi così tanti, e che per anni nessuno ha avuto nulla da ridire ad esempio riguardo i ben peggiori consumi del settore della pornografia online. 
A ciò inoltre andrebbe aggiunto che, secondo alcune stime, il 70% circa dell'energia elettrica utilizzata dalla rete Bitcoin proviene da fonti rinnovabili, in primis da centrali idroelettriche cinesi, rendendo il suo impatto ambientale ancora meno rilevante di quanto comunemente non si creda. 

In conclusione possiamo affermare che sebbene Bitcoin consumi effettivamente molta energia elettrica, il suo impatto ambientale è limitato, e di gran lunga inferiore ad altre attività ancora meno importanti o rilevanti. 

Marco Cavicchiolidi Marco Cavicchioli   

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