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Italiani che si sono “bruciati” le mani con il crack di Ftx: non mancano le sorprese

Il Sole 24 Ore ha ricostruito l’identikit di chi nel nostro Paese è rimasto incastrato nel fallimento della Lehman Brothers delle criptovalute

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Italiani che si sono “bruciati” le mani con il crack di Ftx: non mancano le sorprese

Secondo quanto riportato dal più importante quotidiano economico italiano ad essere rimasti “abbagliati” dal progetto di Sam Bankman-Fried non sono stati solo i piccoli investitori . Il crack ha coinvolto anche “numerosi investitori professionali” come “trader esperti e investitori istituzionali”. Una conferma che le bolle finanziarie non attraggono e ingannano solo i cosiddetti pesci piccoli.

Sempre secondo il Sole 24 Ore i piccoli sono comunque la netta maggioranza, circa “il 90% degli investitori coinvolti”. Il loro investimento medio è “di poche migliaia di euro”. Una grossa fetta è rappresentata da giovani alle prime armi con gli investimenti finanziari.

Per quanto riguarda il restante 10%, un 7/8% è composto da “trader professionisti con giacenze medie sull’ordine dei 100 mila euro” e un 2/3% da “operatori istituzionali con posizioni superiori anche al milione di euro”.

La presenza di investitori professionisti tra le vittime del crack di Ftx si spiegherebbe con il fatto che la piattaforma creata da SBF consentiva “di maneggiare sofisticati derivati finanziari”.

Tra gli exchange di criptovalute “Ftx era l’unico ad avere l’autorizzazione per vendere legalmente prodotti derivati in Europa” dopo aver ottenuto lo scorso giugno la “Cyprus investment firm license” dalla CySec (la Consob cipriota), in conformità con quanto previsto dalla normativa europea sugli strumenti finanziari Mifid 2.

Ma sempre secondo quanto spiegato dal Sole 24 Ore ad attirare i grossi operatori finanziari avrebbe contribuito anche “uno specchietto per allodole”: il pagamento “di elevati interessi a chi acquistava e metteva in stake (ovvero lasciava in deposito) le criptovalute e gli euro”.  

“L’ultimo tasso di interesse offerto, a pochi giorni dalla bancarotta dell’11 novembre – ha spiegato il quotidiano economico milanese - era dell’8%. Un tasso estremamente elevato che avrebbe dovuto insospettire gli ingenui investitori tanto più perché, se raffrontato ai tassi delle piattaforme concorrenti, non aveva paragoni”.

Secondo alcune stime il numero di italiani coinvolti nel crack di Ftx potrebbe essere addirittura pari a 100 mila. Non tutti concordano con questa ipotesi ma su un fatto c'è un generale consenso: le vittime sono migliaia. Come conferma il successo di un canale Telegram (nato per provare ad organizzare un’azione collettiva) che nel giro di pochi giorni ha raggiunto i 3 mila iscritti.

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