Ecco come trasformare il Tfr in un asset per il tuo futuro

Tfr: meglio investito o tenerlo in azienda? Consigli su come farlo fruttare in entrambi i casi

Nell'immagine due persone sedute su una sdraio davanti al mare
by MoneyFarm

Molti lavoratori scelgono di lasciare il contributo del datore del lavoro in azienda, ma non sempre si tratta della scelta migliore.

Il Tfr, anche conosciuto come liquidazione, può diventare una risorsa cruciale per la pianificazione finanziaria, anche se molte persone non lo considerano come tale. Se destinato a fini previdenziali, infatti, può fare veramente la differenza nella costruzione della stabilità economica di una persona.

Una scelta spesso problematica

Purtroppo, i dati raccontano che la maggior parte dei lavoratori tende a lasciare il Tfr in azienda. Questa soluzione potrebbe non essere la più efficiente. Se si cambia spesso lavoro il rischio è che il Tfr si disperda in piccoli bonus tra un impiego e l’altro. Al contrario, coloro che restano a lungo nella stessa azienda rischiano di lasciare il Tfr parcheggiato in modo infruttuoso per anni.

In entrambi i casi il Tfr potrebbe non essere sfruttato nel modo più efficace possibile, rinunciando a quello che, con una buona gestione, potrebbe diventare un asset utile a raggiungere gli obiettivi finanziari primari: inclusa la casa, la protezione della salute e la pensione.

Tfr meglio investito o in azienda?

Investire il Tfr nella previdenza complementare, soprattutto se si è sprovvisti di un piano per la pensione, permette di sfruttare i benefici fiscali previsti dalla legge, aumentando allo stesso tempo la probabilità di generare un rendimento importante.

Quando si lascia il Tfr in azienda, infatti, il rendimento è fissato per legge all’1,5% + il 75% dell’inflazione. Si tratta di una redita potenziale di molto inferiore a quello che una soluzione di investimento finanziario, anche bilanciata, ha dimostrato storicamente di poter ottenere. Al contrario, scegliendo di investire, si lega la redditività del Tfr alla crescita di lungo termine dei mercati finanziari globali.

Oltre al rendimento, investire il Tfr nella previdenza garantisce un importante vantaggio fiscale: la tassazione dell’erogazione fpuò scendere fino al 9% per un investimento abbastanza lungo (contro il 23% minimo del TFR in azienda).

Il Tfr investito è blindato?

Molte persone scelgono di tenere il Tfr in azienda perché hanno la sensazione che qualora investito esso sarebbe vincolato all’utilizzo pensionistico. In realtà, se comunque si intende investire parte delle proprie entrate con obiettivi di lungo termine a prescindere dal Tfr, occuparsi della previdenza con il contributo del datore di lavoro permette di liberare risorse per le spese o per altri investimenti.

Inoltre, bisogna ricordare gli spazi di flessibilità che la regolamentazione previdenziale prevede: dopo 8 anni quanto accumulato può essere riscattato in anticipo per spese importanti – come l’acquisto e la ristrutturazione della casa.

Al contrario il TFR in azienda è vincolato alla permanenza sul posto di lavoro, un aspetto che rende particolarmente difficile la pianificazione.

Insomma, se non hai ancora deciso se investire il tuo Tfr, forse dovresti cominciare a valutare i pro e i contro della scelta legati alla tua situazione personale, magari con l’aiuto di un professionista.