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Luxottica introduce la settimana lavorativa di 4 giorni. Perché è solo l'inizio della rivoluzione

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
Luxottica introduce la settimana lavorativa di 4 giorni. Perché è solo l'inizio della rivoluzione

La notizia è di quelle che fanno clamore. Luxottica, una delle più importanti aziende italiane, introduce la settimana lavorativa corta a parità di stipendio. L’accordo con i sindacati prevede che per 20 settimane l’anno i dipendenti potranno lavorare 4 giorni alla settimana (non si lavora il venerdì o il lunedì) senza penalizzazioni in busta paga. Cinque dei giorni liberi saranno scalati dai permessi retribuiti, mentre gli altri 15 saranno a carico dell’azienda.

"In un'epoca di grandi trasformazioni economiche e sociali emerge l'urgenza di ridisegnare nuovi modelli organizzativi delle aziende per guidare il cambiamento verso percorsi che riconoscano e premino le professionalità e le eccellenze del nostro paese” ha spiegato il presidente e amministratore delegato di Luxottica, Francesco Milleri.

LA PANDEMIA HA CAMBIATO LA CULTURA DEL LAVORO
Nuovi modelli organizzativi, questa è diventata la grande priorità delle aziende, soprattutto dopo la pandemia Covid che ha avuto un forte impatto sulla cultura del lavoro. Da un lato le aziende hanno sperimentato e dunque capito che nuove modalità lavorative fino a pochi anni fa impensabili (una su tutte lo smart working) in realtà non penalizzano la produttività ma la fanno aumentare. Dall’altro i lavoratori hanno compreso l’importanza del tempo libero e della qualità della vita. Da una recente indagine Assirm, l’associazione delle società di ricerche di mercato, è emerso che il 55% degli italiani è disposto persino a ridursi lo stipendio pur di guadagnare un giorno di riposo in più. E non bisogna poi dimenticare il fenomeno della Grandi dimissioni che ha colpito tutti i paesi dell’Occidente.

SETTIMANA CORTA ANCHE PER LAMBORGHINI E INTESA SAN PAOLO
Luxottica non è però l’unica grande azienda italiana che anticipa il futuro. Anche Lamborghini ha introdotto la settimana lavorativa di 4 giorni e lo smartworking fino a 12 volte al mese.  Stessa politica anche per Intesa San Paolo con la settimana corta di 4 giorni (ma da 9 ore lavorative giornaliere) su base volontaria e a parità di retribuzione, a cui si aggiunge la possibilità di lavorare fino a 120 giorni all’anno in smart working senza limiti mensili.

AZIENDE NON RINUNCIANO DOPO AVER SPERIMENTATO LA SETTIMANA CORTA
In tutti questi casi la convinzione è che lavorando un giorno in meno, ma a stipendio pieno, diminuisca l’assenteismo e aumenti la produttività. Come dimostrato dagli esperimenti avviati in altri paesi del mondo. Nel 2022 è stato addirittura condotto un test scientifico da parte dall’Università di Oxford e dal Boston College che ha coinvolto 33 aziende americane, britanniche, canadesi, irlandese, australiane e neo zelandesi. Alla fine della sperimentazione la stragrande maggioranza delle aziende coinvolte ha dichiarato di voler proseguire con la settimana lavorativa corta. Tutti gli indicatori monitorati nel corso del test scientifico sono stati positivi. Esperienze positive analoghe sono state condotte in Svezia, Islanda, Belgio e addirittura Giappone.

SETTIMANA CORTA POSSIBILE GRAZIE A INNOVAZIONE TECNOLOGICA
Perché la settimana lavorativa da 4 giorni funziona? Il motivo è molto semplice: perché le tecnologie digitali, in particolare nel settore dei servizi, hanno fatto esplodere la produttività. Ma lo stesso si può dire per la manifattura con l’automazione dei processi. Fino ad oggi però i lavoratori hanno avuto pochi benefici dalla rivoluzione digitale a differenza di quanto avvenuto per il capitale (il vero vincitore) e i consumatori. L’introduzione della settimana lavorativa corta a livello generale si sarebbe potuta fare già da anni ma ciò non è avvenuto per motivi culturali, gli stessi che (fino all’esplosione della pandemia) impedivano l’introduzione dello smart working nonostante fosse tecnologicamente possibile farlo da tempo.

SIAMO SOLO ALL'INIZIO: IL MODELLO PRODUTTIVO SARA' COSTRETTO A CAMBIARE 
Quanto stiamo vedendo oggi in Luxottica, e in tutte le altre aziende che guardano al futuro, è solo l’inizio. La settimana lavorativa corta sarà inevitabile anche per gestire l’impatto che avrà sul mondo del lavoro l’avvento dell’intelligenza artificiale. Chi si sta interessando a questa nuova rivoluzione tecnologica ha capito che il lavoro non potrà più essere lo stesso. L’IA generativa è in grado di svolgere in pochi secondi attività che a un essere umano richiedono ore o addirittura giorni. Per forza di cose l’attuale modello produttivo e organizzativo dovrà essere rivisto pena il collasso del sistema economico generale. Sarà necessario liberare tempo a favore dei lavoratori/consumatori affinché cresca la domanda di servizi alla persona, gli unici nei quali l’uomo conserverà un vantaggio competitivo nei confronti dell’intelligenza artificiale. La liberazione del tempo non potrà che passare dalla riduzione di quello trascorso in ufficio o in fabbrica (dove uomini e donne saranno sempre meno necessari). 

SI AVVERA LA PREVISIONE DI KEYNES 
Visioni fantascientifiche? No, nel modo più assoluto. Si sta semplicemente realizzando quanto previsto dal più importante economista del 1900, John Maynard Keynes. Nel suo saggio preveggente del 1930 "Possibilità economiche per i nostri nipoti" l’economista britannico ha immaginato un futuro in cui i progressi tecnologici avrebbero portato a un notevole aumento della produttività, consentendo una significativa riduzione dell’orario di lavoro. Secondo la sua previsione, entro un secolo gli individui avrebbero potuto lavorare solo circa 15 ore a settimana, lasciando ampio spazio al tempo libero e alle attività personali. La previsione di Keynes sta diventando realtà. 

 

 

 

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   

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