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Governo a caccia di 20 miliardi con le privatizzazioni: queste le aziende candidate alla vendita

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Governo a caccia di 20 miliardi con le privatizzazioni: queste le aziende candidate alla vendita

Come noto i soldi a disposizione del governo italiano sono sempre pochi . Per fare cassa l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha deciso di percorrere la via delle privatizzazioni. Una nuova ondata di vendite che potrebbe valere circa 20 miliardi di euro. Questo l’obiettivo di Palazzo Chigi. Cosa sarà messo nel mercato? Al momento non esiste ancora niente di ufficiale ma è ugualmente iniziato il tam tam sul nome delle aziende che potrebbero essere sacrificate.

Un ragionamento lo ha fatto il Sole 24 Ore secondo cui le principali candidate alla vendita sono le società quotate in borsa. Il più importante quotidiano economico italiano spiega però che “non basta fare l’elenco delle partecipate pubbliche per avere automaticamente la lista delle società che saranno vendute”.

Esistono infatti profonde differenze tra le varie situazioni. Le privatizzazioni più semplici (sempre secondo il Sole 24 Ore) dovrebbero essere quelle di Eni e Poste Italiane. Solamente dalla vendite delle quote in queste due società lo Stato potrebbe incassare 4-5 miliardi.

Più complicata invece (per ragioni diverse) la vendita delle quote in Enel, Enav e Leonardo. Ancora più difficile, infine, la cessione vendere le società che possiedono infrastrutture strategiche per il paese come Snam, Terna e Ferrovie dello Stato. In primo luogo c’è un problema politico che dipende dal valore strategico degli asset e in secondo luogo c’è un problema di valutazione del loro valore. Questo vale in particolare per FS che ha incorporato la rete stradale di Anas.

Secondo il Sole 24 Ore, dunque, i primi dossier che con molta probabilità finiranno sul tavolo di Giorgia Meloni saranno quelli di Eni e Poste Italiane. Occorre però ricordare che non sarà comunque una passeggiata. Nel nostro Paese la vendita delle aziende di Stato è sempre stata una storia complessa, piena di errori, critiche ed effetti negativi per l’economia e i cittadini. Il fatto che il governo decida di incamminarsi su questa via fa capire quanto sia grave la crisi finanziaria dell'Italia, al di là delle dichiarazioni di facciata e delle promesse elettorali generose. 

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