Investimenti sostenibili e transizione ecologica, stiamo andando nella giusta direzione?

Il 25 settembre 2015, i 193 Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto l’agenda dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile da raggiungere entro il 2030. Sono trascorsi 7 anni, siamo andati nella direzione prevista oppure c’è ancora molto da fare?

Investimenti sostenibili e transizione ecologica, stiamo andando nella giusta direzione?

Il 25 settembre 2015, i 193 Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto l’agenda dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile da raggiungere entro il 2030.
Sono trascorsi 7 anni, siamo andati nella direzione prevista oppure c’è ancora molto da fare?

Riepiloghiamo i 17 obiettivi:

  1. Porre fine alla povertà in tutte le sue forme.
  2. Azzerare la fame, realizzare la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile.
  3. Garantire le condizioni di salute e il benessere per tutti a tutte le età.
  4. Offrire un’educazione di qualità, inclusiva e paritaria e promuovere le opportunità di apprendimento durante la vita per tutti.
  5. Realizzare l’uguaglianza di genere e migliorare le condizioni di vita delle donne.
  6. Garantire la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e condizioni igieniche per tutti.
  7. Assicurare l’accesso all'energia pulita, a buon mercato e sostenibile per tutti.
  8. Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione e un lavoro decoroso per tutti.
  9. Costruire infrastrutture resistenti, promuovere l’industrializzazione sostenibile e inclusiva e favorire l’innovazione.
  10. Riduzione delle disuguaglianze tra i Paesi.
  11. Rendere le città e le comunità sicure, inclusive, resistenti e sostenibili.
  12. Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili.
  13. Fare un’azione urgente per combattere il cambiamento climatico e il suo impatto.
  14. Salvaguardare gli oceani, i mari e le risorse marine per un loro sviluppo sostenibile.
  15. Proteggere, ristabilire e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, la gestione sostenibile delle foreste, combattere la desertificazione, fermare e rovesciare la degradazione del territorio e arrestare la perdita della biodiversità.
  16. Promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia, realizzare istituzioni effettive, responsabili e inclusive a tutti i livelli.
  17. Rinforzare i significati dell’attuazione e rivitalizzare le collaborazioni globali per lo sviluppo sostenibile.

Quest’agenda ha dato un ulteriore spinta, per quanto riguarda il mondo della finanza, per quello che riguarda gli investimenti sostenibili:

  • ESG. Che tengono in considerazione fattori ambientali, sociali e di governance, mantenendo l’obiettivo della profittabilità.
  • SRI. Investimenti Socialmente Responsabili, che prendono in considerazione fattori etici e morali nella scelta degli investimenti.
  • Di impatto. In poche parole l’ulteriore evoluzione degli SRI, l’investimento è finalizzato su progetti oppure organizzazioni che possono avere impatti positivi nel mondo anche senza l’obiettivo del profitto. Se vogliamo, la forma più etica degli investimenti finanziari.


Bene, siamo nel 2022 e cosa possiamo analizzare? Ancora siamo poco green e continuiamo a sfruttare il pianeta e più delle risorse che ci mette a disposizione ogni anno.
Quest’anno, il 28 luglio è stato il giorno in cui abbiamo già sfruttato tutte le risorse che il pianeta ci metteva a disposizione per l’intero anno.
Per quanto riguarda l’Italia quest’anno il giorno è stato il 15 maggio.
Il Global Footprint Network, il centro studi che valuta l’impronta ecologica dell’uomo, ha verificato che il 38% della popolazione mondiale vive in un paese in cui la biocapacità alimentare domestica è inferiore alla quantità di cibo consumata dalla popolazione del relativo paese.

Sempre secondo il Global Footprint Network, adesso avremmo bisogno di 1,75 Terre per poter soddisfare le richieste e se andiamo avanti di questo passo nel 2030 addirittura di 2 Terre!
I numeri parlano chiaro, siamo in notevole ritardo e forse non riusciremo mai a invertire la tendenza.

Negli ultimi 50 anni la tendenza è sempre peggiorata, recentemente solo nel 2020 c’è stato un leggero miglioramento. Con il lockdown dovuto alla pandemia abbiamo sfruttato leggermente meno le risorse del pianeta.

Trovate tutti gli approfondimenti nel seguente report: https://www.overshootday.org/newsroom/press-release-july-2022-italian/

Se volete calcolare la vostra impronta ecologica: https://www.footprintcalculator.org/home/it

Tutto questo ci fa capire il cambio di passo che dobbiamo effettuare, in primis nei nostri stili di vita e di conseguenza nella scelta dei nostri investimenti.
In questi ultimi anni SRI e ESG sono acronimi che sono stati molto usati, mi permetto di dire, come se fossero una moda. Adesso ognuno di noi deve analizzare e scegliere i propri investimenti con una visione più altruistica, sociale e ambientale.
Smettiamola di pensare, per qualsiasi cosa, solo al nostro giardinetto e che le nostre decisioni non possono influenzare gli altri e soprattutto le future generazioni.
Il 2022, con il conflitto in Ucraina, ha dimostrato che siamo sempre troppo dipendenti dai combustibili fossili e che abbiamo fatto ben poco per migliorarci.
Oramai lo ripetiamo troppo spesso.

Sicuramente quanto accaduto il 1° dicembre, da parte del Consiglio Competitività dell’Unione Europea, ci fa capire che i governi e le più importanti istituzioni sono ancora troppo legati al guadagno a tutti i costi e ancora poco al profitto legato alla sostenibilità.
Il consiglio ha fermato il progetto per quanto riguarda la direttiva sulla “due diligence delle imprese in materia di sostenibilità”.
Direttiva per prevenire danni gravissimi in tema di: lavoro forzato, l’accaparramento di terre o gli sversamenti di petrolio e risarcire le vittime di abusi aziendali.
Quindi non rendendo le imprese legalmente responsabili della violazione in difesa del pianeta e delle persone.
Le lobby industriali hanno ancora una volta fatto la voce grossa Francia, Germania, Italia e Spagna hanno dato il loro stop vanificando quanto era stato proposto.

Ognuno di noi dia il proprio contributo per migliorare questa situazione, iniziando a cambiare la propria mentalità e le proprie scelte negli investimenti.
Analizzando le aziende e i settori che seguono veramente i criteri SRI, ESG e d’impatto.

Le istituzioni, a livello mondiale, hanno solo dimostrato di non essere molto sensibili all’argomento.
Solo un mare, purtroppo di plastica, di chiacchiere.

La citazione di oggi è la seguente:

“Conoscere il tuo pianeta è un passo verso il proteggerlo.”
Jacques-Yves Cousteau

Rendiamo la finanza amichevole, vi aspetto.

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