Le parole della Lagarde che non piacciono agli europei. Cosa ha detto la presidente della Bce

Per la banchiera centrale "le prospettive dell'inflazione sono ancora insoddisfacenti"

Le parole della Lagarde che non piacciono agli europei. Cosa ha detto la presidente della Bce
di Teleborsa

"Oggi l'inflazione è troppo alta ed è destinata a rimanere tale troppo a lungo. Siamo determinati a riportarla al nostro obiettivo di medio termine del 2% in modo tempestivo". Questo il messaggio ribadito dalla Presidente della BCE Christine Lagarde dinanzi alla platea delle casse di risparmio tedesche, cui ha ricordato che "questo è il motivo per cui abbiamo aumentato i tassi al ritmo più veloce di sempre e abbiamo chiarito che abbiamo ancora molta strada da percorrere per portare i tassi di interesse a livelli sufficientemente restrittivi".

Un messaggio che la numero uno dell'Eurotower ripete ormai da mesi come un mantra e che ha portato l'inflazione al di sotto die picchi raggiunti lo scorso inverno oltre il 10%. Proprio questa mattina, l'Eurostat ha certificato un calo dell'inflazione di un buon punto percentuale al 6,1%.

Confermando che c'è ancora spazio per un inasprimento della politica monetaria, Lagarde ha ammesso che non è chiaro quanto sarà forte la trasmissione della politica monetaria al sistema bancario e creditizio.

"Dobbiamo pertanto continuare il nostro ciclo di rialzi - ha sottolineato - fino a quando non saremo sufficientemente fiduciosi che l'inflazione sia sulla buona strada per tornare al nostro obiettivo in modo tempestivo. Allo stesso tempo, dobbiamo valutare attentamente la forza della trasmissione della politica monetaria, alle condizioni di finanziamento, all'economia ed all'inflazione".

Per illustrare la rapidità con cui la BCE si è mossa, la Presidente ha fatto l'esempio di un aeroplano che raggiunge la "quota di crociera", dapprima salendo velocemente e poi riducendo l'accelerazione quando si avvicina all'altitudine desiderata. "L'aereo deve salire abbastanza in alto per raggiungere la sua destinazione ma non così in alto da superarla", ha ha affermato Lagarde, riportando il discorso sui tassi di interesse che sono stati inizialmente aumentati rapidamente ed devono ora salire più gradualmente. Un riferimento all'ultimo rialzo dei tassi che è sceso a 25 punti dai 50 delle precedenti riunioni.

Affrontando il tema del picco dei tassi, la numero uno dell'Istituto di Francoforte ha ribadito "dipenderà dalla nostra valutazione dei dati in arrivo" ed in particolare "tre fattori saranno decisivi: le prospettive di inflazione, la dinamica dell'inflazione di fondo e la forza della trasmissione della politica monetaria".

Parlando dell'inflazione, Lagarde ha ammesso "sulla base delle proiezioni passate non possiamo ancora dirci soddisfatti delle prospettive di inflazione. Ma avremo una nuova serie di proiezioni alla nostra riunione del 15 giugno, e queste ci forniranno un quadro aggiornato che incorporerà l'ulteriore inasprimento della politica monetaria sin da allora".

"In ogni caso, nel contesto incerto e volatile in cui ci troviamo oggi, non sarebbe saggio condizionare le nostre politiche esclusivamente a proiezioni di medio termine, circondate da troppa incertezza. Ecco perché la nostra funzione di reazione ha un secondo elemento: la dinamica dell'inflazione di fondo", ha spiegato la Presidente, segnalando che "non ci sono prove evidenti che l'inflazione di fondo abbia raggiunto il picco" perchè "ad oggi, tutte le misure monitorate dalla BCE sono ancora forti. E se lo rimarranno dipenderà principalmente dall'equilibrio tra due forze: i prezzi dell'energia ei salari".