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La classe media tradita dal mattone: cosa emerge dai dati di Bankitalia

Previsioni negative sul futuro del settore immobiliare

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La classe media tradita dal mattone: cosa emerge dai dati di Bankitalia

Gli italiani ricchi hanno continuato a guadagnare negli ultimi anni grazie agli investimenti nel comparto finanziario mentre la classe media arranca e vede la sua ricchezza diminuire di quasi il 5% tra il 2010 e il 2023 soprattutto per il deprezzamento delle case. E' la foto che emerge dalla relazione annuale della Banca d'Italia dalla quale risulta però una sostanziale stabilità del grado di disuguaglianza, con le famiglie più povere che hanno visto la loro quota di ricchezza netta invariata.

L'aumento della ricchezza netta complessiva, a prezzi correnti, di circa il 14% tra il 2010 e il 2023 - spiega Via Nazionale - è stato guidato dalla crescita assai sostenuta (29%) osservata per il decimo di famiglie più abbienti, riconducibile soprattutto all'andamento favorevole degli strumenti finanziari più rischiosi (azioni, partecipazioni, quote di fondi comuni, assicurazioni ramo vita).

PREVISIONI NEGATIVE SUL FUTURO DEL SETTORE IMMOBILIARE 
Il mercato immobiliare potrebbe essere avaro di soddisfazioni anche nel 2024, secondo le previsioni elaborate dal centro studi di Nomisma. Il settore risente degli elevati tassi di interesse e della generale debolezza del quadro economico. Il gap tra inflazione e stipendi  - ha spiegato Nomisma - è di oltre il 7 per cento, il che si traduce in un atteggiamento più selettivo delle banche nella concessione del credito. La componente di acquisti di case con l’ausilio del mutuo è quindi in diminuzione a causa dell’autoselezione della domanda: le famiglie rinunciano anche a fare domanda di istruttoria se percepiscono che la propria situazione non è sostenibile. Diminuiscono di conseguenza le intenzioni di acquisto delle famiglie e in generale le compravendite.

Tutto questo si traduce in previsioni negative per l’anno in corso. Il 2024 dovrebbe chiudersi con un numero di compravendite pari a 695 mila contro le 710 mila del 2023. E non andrà meglio nemmeno negli anni successivi, ovvero nel 2025 e nel 2026 con il numero di compravendite complessive che continuerà a calare seppur di poco. Chi punta sul mercato immobiliare dovrà quindi attendere tempi migliori.


   

 

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